SONO SCOMPARSO: ON THE VERGE OF DISAPPEARANCE

(SUL CONFINE DELLA SCOMPARSA)

Voci sono le vibrazioni che risuonano ancora in me, restano, vivendo le emozioni del passato. Voci sono le immagini che catturo per far pace con le memorie che mi provocano nostalgia, sono anche momenti emotivi che ho provato durante viaggi che danno origine al paesaggio di persone, luoghi, sensazioni, momenti.

Ho fatto attenzione ad ogni dettaglio, mandato a quel paese la mia incapacità di ricordare quello che ho provato. Lì, in quel momento, in quel posto, in quella città, in quell’universo.

Ho viaggiato per ore nel tunnel con il cielo sopra di me, che non riuscivo a toccare da tanto che era lontano, da tanto che io ero lontano, da tanto che la mia mano non riusciva ad allungarsi abbastanza.

È rimasto forse il desiderio di tornare in quel posto per riprovarci, per dissuadermi dal rimanere attaccato ad una sensazione che era solo in quel luogo, in quel tempo, in quell’istante.

La sensazione non riesce a dissiparsi, né a dissipare il senso di malinconia che prende ripensando a quello che è rimasto di me, delle mie sensazioni e degli umori che ho provato nell’istante, nel luogo.

E poi sono andato via, sono atterrato da un’altra parte, in un altro luogo in cui non riesco più a trovare l’unicità della sensazione che ho lasciato altrove, dei paesaggi e delle atmosfere che sono entrati dentro di me o sono fuggiti via, inafferrabili come fantasmi senza peso né gravità. Né responsabilità.

Che cosa è per me la scomparsa, come l’ho sentita. Che cosa vive dentro la scomparsa di sensazioni, di visioni, a volte cose che mi percuotono, più forti e presenti in quel momento.

La scomparsa di luoghi paesaggi ed atmosfere che sono entrati dentro di me e sono fuggiti via portandosi con sé tessuti sottili e vapori del mio corpo che ha vissuto. Come si dissipano, come si volatilizzano i sentimenti forti provati un tempo, e che adesso si fa fatica a riprovare. Cosa resta in me quando scompare un paesaggio, quello che ho provato di fronte al paesaggio. Non si tratta di memoria, di ricordi, ma di far risuonare di nuovo, creare la stessa cassa di risonanza per incontrare di nuovo le stesse sensazioni, con la stessa forza con cui mi sono giunte.

Sentire di nuovo quel primo istante in cui sono arrivate al mio corpo, cuore, mente.

Mi piace sentire il calore del passato ancora restando nel paesaggio.

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THE DECEIT OF SHADOWLESS LIGHT

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